Curiosità

Cinquanta sfumature di rosso

Il vino rosso si presta a diverse tonalità. Si parte dalle tonalità di rosso vivace con riflessi violacei per vini giovani e di pronta beva, magari un pochino spigolosi per acidità, per poi passare al colore rubino che pur se caratterizza vini giovani ne connota una maggiore rotondità ed equilibrio.

Siamo di fronte a vini che daranno al naso sentori immediati, di frutta fresca fragola, lampone, ciliegia generalmente non caratterizzati da grande struttura e densità. Più semplici ma non per questo meno interessanti sia in degustazione sia in un pranzo per abbinare le prime portate. Vini dall’estratto e dalla struttura più importante avranno invece tonalità del rosso granato con tutte le sfumature del caso in funzione del vitigno, dello specifico territorio, del grado di evoluzione. Siamo quindi di fronte a vini più importanti, generalmente con mesi se non anni come i grandi brunello o barolo, di affinamento in legno e con possibilità di evolvere nel tempo in bottiglia. Vini che pur se con un buon equilibrio anche da giovani danno il meglio dopo qualche anno, o per i grandissimi molti anni, di riposo in bottiglia (ben conservata, naturalmente!) Il colore dell’unghia è particolarmente importante nei rossi per capire il grado di evoluzione. Sfumature dell’unghia più brillanti, nelle tonalità rubino, indicano un vino ancora giovane, tonalità più calde e brunite del mattone o addirittura dell’arancio connotano vini con una certa evoluzione già alle spalle. Tali tonalità più brune e meno brillanti se si propagano dall’unghia al colore vero e proprio del vino nel calice connotano, generalmente, grandi rossi dal lungo invecchiamento. Infine se tali colorazioni le troviamo su vini che sappiamo di certo esser giovani indicano qualcosa di non corretto che al naso di rivelerà immediatamente. Se il tipo di vitigno è rilevante anche per il colore dei bianchi nel caso dei vini rossi è molto più importante. Pinot nero, nebbiolo, sangiovese sono ad esempio vitigni che in partenza non conferiscono ai vini prodotti con tali uve, in purezza, profondità di colore molto accentuate. Vitigni quali il Cabernet Sauvignon o il Merlot donano invece colori concentrati, più scuri. Nulla a che vedere con una minore o maggiore complessità o importanza del vino ma semplicemente una caratteristica dei diversi vitigni che ci aiuta con il tempo ad acquisire informazioni su cosa stiamo bevendo solo dalla fase visiva della degustazione. Magari ci aiuterà con un poco più di esperienza a capire quanto merlot è stato utilizzato in uvaggio al sangiovese!

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