Cantine e vino

Sostenibilità e resilienza sinonimi?

Recentemente sui media e sulla stampa più o meno specializzata capita spesso di vedere utilizzati i termini sostenibilità e resilienza quali sinonimi, abbinati anche ai sistemi viticoli, anche se si tratta di due concetti decisamente differenti, seppur fortemente collegati tra di loro: questi motivi ci hanno sollecitato a cercare di chiarire alcuni principi e soprattutto le loro applicazioni, anche alla luce della programmazione europea in tema di agricoltura sostenibile (PSR 2014-20, Misura 8).

Il concetto di sviluppo sostenibile fu introdotto per la prima volta nel 1987 nel “Report of the World Commission on Environment and Development: Our Common Future”, noto anche come Brundtland report, nel quale si chiarì il riferimento ad uno sviluppo che soddisfa le necessità di oggi senza compromettere le capacità delle generazioni future di soddisfare le proprie: in un certo senso si potrebbe dire che l’obiettivo dello sviluppo sostenibile è quello di portare il mondo in uno stato di equilibrio che deve essere mantenuto quanto più stabile possibile.

Secondo molti esperti questo traguardo è purtroppo molto difficile (se non impossibile) da raggiungere, come ribadito dai 17 Sustainable Development Goals (Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, delle Nazioni Unite), soprattutto nell’attuale scenario che presenta nuove e più complesse sfide di sviluppo e nel quale molti cambiamenti e situazioni di squilibrio sono già realtà e non possono più essere evitate. Purtroppo oggi il nostro intervento sui sistemi naturali ha raggiunto livelli troppo elevati di pressione tanto da costituire un cambiamento globale che viene paragonato da molti esperti a quelli dovuti alle grandi forze geologiche che agiscono da sempre sul nostro pianeta: da qui la proposta di alcuni studiosi, e il Premio Nobel Paul Crutzen., fra questi, di classificare questo ultimo periodo, dalla rivoluzione industriale ad oggi, addirittura come un periodo geologico a parte della storia della Terra, da definire Antropocene (Bologna, 2010).

Entra in campo a questo punto la resilienza, definita dagli esperti del Resilience Center di Stoccolma come “la capacità di un sistema sia esso un individuo, una foresta, una città o un’economia di affrontare il cambiamento e continuare nel proprio sviluppo”. E aggiungono: “E’ qualcosa che riguarda il modo in cui gli uomini e la natura possono utilizzare gli shock come per esempio i cambiamenti climatici e le crisi economiche per spronare al rinnovamento e a nuovi modi di pensare

 

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